Cos’è il braccialetto elettronico?

Il braccialetto elettronico nell'ambito di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari assistsita dagli strumenti di controllo elettronico ex art. 275 bis c.p.p.

Parliamo del braccialetto elettronico. Nel nostro ordinamento processual – penalistico la custodia cautelare in carcere costituisce, per espressa volontà del legislatore una vera e propria extrema ratio.

Stando, infatti, alla lettera della norma, il ricorso alla più rigida delle misure cautelari prevista dalla legge dovrebbe essere disposto con riferimento alle sole ipotesi in cui, avuto riguardo alla natura e alle caratteristiche delle esigenze cautelari sussistenti nel caso di specie, ogni altra misura risulta essere inefficace al loro contrasto.

Tuttavia, negli anni si è registrato un vero e proprio abuso nel ricorso a tale misura.

Il braccialetto elettronico limita l’uso della custodia cautelare in carcere

Così, nel tentativo di limitare il ricorso al carcere il legislatore è intervenuto con la legge 16 aprile 2015, n. 47 che tra le varie ha introdotto una serie di criteri che avrebbero dovuto ulteriormente circoscrivere l’ambito di utilizzo della custodia in carcere ad ipotesi residuali.

Proprio in questa prospettiva l’introduzione dei dispositivi di controllo elettronico associati alla misura degli arresti domiciliari avrebbe dovuto contribuire a ridurre drasticamente il ricorso alla più estrema delle misure.

In altre parole, l’introduzione degli strumenti di controllo elettronico associati alla misura degli arresti domiciliari hanno introdotto una vera e propria forma di coercizione questa volta non più attuata in carcere bensì tra le mura domestiche garantendo un livello di sorveglianza in tutto e per tutto equiparabile alla permanenza nell’istituto penitenziario.

Il braccialetto elettronico, dunque, consentirebbe non solo di scongiurare il carcere, mantenendo contestualmente una forma di controllo costante nei confronti del soggetto interessato il quale non potrà mai abbandonare il luogo di espiazione degli arresti domiciliari senza che le forze dell’ordine preposte al controllo vengano prontamente allertate.

Ma cos’è e come funziona il braccialetto elettronico?

  • è uno strumento elettronico che viene applicato alla caviglia del soggetto destinatario della misura;
  • nella abitazione presso la quale sconta i domiciliari viene installato un apparecchio detto “Unità di Sorveglianza Locale”;
  • tale dispositivo riceve i segnali trasmessi dal braccialetto elettronico all’interno di un perimetro ben definito;
  • se il detenuto si allontana dal perimetro, scatta immediatamente l’allarme;
  • allo stesso modo scatta l’allarme se il destinatario della misura prova a danneggiare i due dispositivi.

Quali sono le condizioni necessarie per l’applicazione degli arresti domiciliari assistiti da braccialetto elettronico?

  • è necessario un provvedimento autorizzativo del giudice della misura;
  • è necessario che vi sia la materiale disponibilità dei braccialetti elettronici;
  • è necessario che il soggetto destinatario della misura presti una previa autorizzazione all’utilizzo del sistema di controllo elettronico;
  • è preferibile che l’abitazione presso la quale verrà scontata la misura disponga di una rete telefonica fissa.

Uno strumento dalla sicura efficacia, ma…

Nonostante l’indiscutibile efficacia dello strumento in discorso, ad oggi si è registrata una certa ritrosia nel disporre l’utilizzo della misura degli arresti domiciliari assistiti dal braccialetto elettronico a favore della custodia cautelare in carcere anche a causa dell’oggettiva difficoltà di reperire tali strumenti: la loro disponibilità è decisamente minimale in confronto alla richiesta.

 

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Alberto Fortino