Societas delinquere potest: i reati presupposto

Continua la serie di articoli sul decreto legislativo 231 del 2001, che introduce la responsabilità amministrativa da reato degli enti: una forma di responsabilità penale imputabile alle società.

Nel precedente articolo abbiamo visto come il d.lgs 231/2001 introduce una forma di responsabilità penale degli enti. Vediamo ora quali reati possono essere imputati ai soggetti destinatari.

I reati presupposto.

Affinchè vi sia responsabilità degli enti è necessario che i soggetti apicali ovvero subordinati operanti al suo interno abbiano commesso nel suo interesse o vantaggio alcuni specifici illeciti penali tipizzati dalla norma.

Si tratta di un numerus clausus di reati suscettibile di continuo aggiornamento che racchiude differenti tipologie di illeciti della natura più svariata.

Al fine di comprendere l’importanza per gli enti di adeguarsi alla disciplina di cui al d.lgs. 231/01 si riporta di seguito l’elenco aggiornato dei reati presupposto suddivisi per tipologie:

  • Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 24, D.Lgs. 231/01).
    • Malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316-bis c.p.);
    • Indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.316-ter c.p.);
    • Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.640, comma 2, n.1, c.p.);
    • Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.);
    • Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.).
  • Delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 18 marzo 2008 n. 48, art. 7].
    •  falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria (art. 491-bis c.p.);
    •  accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.);
    • detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.);
    • diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.);
    • intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.);
    • installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 615-quinquies c.p.);
    • danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.);
    • danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.);
    • danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635-quater c.p.);
    • danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.);
    • frode informatica del certificatore di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.)
  • Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 25, D.Lgs. 231/01).
    • Corruzione per un atto d’ufficio (art. 318 c.p.);
    • Pene per il corruttore (art. 321 c.p.);
    • Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (art. 319 c.p.);
    • Circostanze aggravanti (art. 319-bis c.p.);
    • Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.);
    • Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.);
    • Concussione (art. 317 c.p.).
  • Reati di falso nummario (art. 25-bis, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.L. 25 settembre 2001 n. 350, art. 6, D.L. convertito con modificazioni dalla legge n. 409 del 23/11/2001].
    • Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate (art. 453 c.p.);
    • Alterazione di monete (art. 454 c.p.);
    • Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate (art. 455 c.p.);
    • Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede. (art. 457 c.p.);
    • Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati. (art. 459 c.p.);
    • Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo. (art. 460 c.p.);
    • Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata (art. 461 c.p.);
    • Uso di valori di bollo contraffatti o alterati. (art. 464 c.p.).
  • Reati societari (art. 25-ter, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 11 aprile 2002 n. 61, art. 3].
    • False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.);
    • False comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori (art. 2622, comma 1 e 3, c.c.);
    • Falso in prospetto (art. 2623, comma 1 e 2, c.c.) (l’art. 2623 è soppresso dal 12/01/2006 dalla Legge del 28/12/2005 n. 262 art. 34;
    • Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione (art. 2624, comma 1 e 2, c.c.);
    • Impedito controllo (art. 2625, comma 2, c.c.);
    • Formazione fittizia del capitale (art. 2632 c.c.);
    • Indebita restituzione di conferimenti (art. 2626 c.c.);
    • Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art. 2627 c.c.);
    • Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art. 2628 c.c.);
    • Operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.);
    • Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art. 2633 c.c.);
    • Illecita influenza sull’assemblea (art. 2636 c.c.);
    • Aggiotaggio (art. 2637 c.c.);
    • Omessa comunicazione del conflitto d’interessi (art. 2629-bis c.c.) [Articolo aggiunto dalla L. 28 dicembre 2005, n. 262, art. 31];
    • Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638, comma 1 e 2, c.c.).
  • Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali (art. 25-quater, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 14 gennaio 2003 n. 7, art. 3].
  • Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583-bis c.p.) (art. 25-quater-1, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 9 gennaio 2006 n. 7, art. 8].
  • Delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinquies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 11/08/2003 n. 228, art. 5 – ].
    • Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600 c.p.);
    • Prostituzione minorile (art. 600-bis c.p.);
      • Pornografia minorile (art. 600-ter c.p.);
      • Detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater);
      • Pornografia virtuale (art. 600-quater.1 c.p.) [aggiunto dall’art. 10, L. 6 febbraio 2006 n. 38];
      • Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies c.p.);
      • Tratta di persone (art. 601 c.p.);
      • Acquisto e alienazione di schiavi (art. 602 c.p.).
  • Reati di abuso di mercato (art. 25-sexies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 18 aprile 2005 n. 62, art. 9].
    • Abuso di informazioni privilegiate (D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, art. 184);
    • Manipolazione del mercato (D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, art. 185).
  • Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro (art. 25-septies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 3 agosto 2007 n. 123, art. 9].
    • Omicidio colposo (art. 589 c.p.);
    • Lesioni personali colpose (art. 590 c.p.).
  • Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25-octies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231, art. 63, co. 3]. Ricettazione (art. 648 c.p.).
    • Riciclaggio (art. 648-bis c.p.);
    • Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.).

La responsabilità amministrativa di un ente sorge anche in relazione ai seguenti reati:

  • Reati transnazionali (Legge 16 marzo 2006, n. 146, artt. 3 e 10).
    L’art. 3 della legge definisce reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato, nonché: a) sia commesso in più di uno Stato; b) ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato; c) ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato; d) ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato.
    • Associazione per delinquere (art. 416 c.p.);
    • Associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.);
    • Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291-quater del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43);
    • Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309);
    • Riciclaggio (art. 648-bis c.p.) (abrogato dall’art. 64, co. 1, let. f);
    • Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.) (abrogato dal D.Lgs. 231/07, art. 64, co. 1, let. f);
    • Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (art. 12, commi 3, 3-bis, 3-ter e 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286);
    • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.);
    • Favoreggiamento personale (art. 378 c.p.).
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Alberto Fortino