Stupefacenti e lieve entità del fatto

L'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto

In materia di stupefacenti, merita una menzione particolare l’esclusione della punibilità ex art. 131 bis c.p., in riferimento a tutte quelle condotte particolarmente inoffensive.

A questo proposito, è noto come le modalità della condotta, le circostanze dell’azione e le condizioni del soggetto agente siano palesi indici rivelatori dell’esiguità del fatto.

Tali elementi, univocamente considerati, sono in grado di comprovare l’estraneità del reo ad ambienti criminali ovvero a ricondurre tali condotte ad ambienti di microcriminalità.

Condizioni, queste ultime, che ben consentono in tali fattispecie di estendere l’ambito di applicazione della disciplina della particolare tenuità del fatto.

L’art. 131 bis c.p., di recente introduzione (Dlgs. 16 marzo 2015 n. 28), prevede l’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto al ricorrere delle seguenti condizioni:

  • il limite edittale della pena prevista per il reato commesso non deve essere superiore nel massimo a cinque anni;

  • non deve trattarsi di delinquente abituale, professionale o per tendenza;

  • il reato non deve essere commesso per motivi abietti, futili, con crudeltà, approfittando di condizione di minorata difesa ovvero quando la condotta ha cagionato ovvero da esse sono derivate morte o lesioni gravissime.

Un esempio dell’applicazione della suddetta disciplina si ha nel caso della coltivazione domestica di piante di sostanza stupefacente.

Preliminarmente, al fine di consentire l’applicazione della disciplina dell’art. 131 bis c.p. valutare la concreta portata della condotta posta in essere.

Infatti, il giudice dovrà verificare se la condotta posta in essere possa essere fatta rientrare in quella fattispecie di particolare tenuità prevista dall’art. 73 comma 5 del DPR 309/90.

I principali indici di esiguità del fatto sono:

  • modalità della condotta (numero di dosi, peso di ciascuna, qualità dello stupefacente);

  • circostanze dell’azione (modalità della cessione, tipologia della coltivazione);

  • condizione del soggetto agente (stato di tossicodipendenza, stato di assuntore, incensuratezza).

Qualora tale preliminare vaglio fornisca un esito positivo e nel caso concreto venga ad essere verificata la ricorrenza dei presupposti di legge, potrà in tali casi trovare applicazione al nostro esempio la disciplina di cui l’art. 131 bis c.p.

Conseguentemente, si potrà pervenire ad una sentenza assolutoria per particolare tenuità del fatto.

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Eugenia Alonzi